La Via della cedevolezza
Il grande Maestro Jigoro Kano, estraendo le tecniche dall'antico Ju Jitsu ed Aikijitsu, pratiche legate all'antica tradizione del Budo (la massima Via dei Samurai) ha creato un sistema di Arte Marziale "morbida" che basandosi sull'uso della forza dell'altro, intende deviare l'attacco proiettandolo a terra ed immobilizzandolo. Originariamente utilizzato con scopi di difesa personale, nei decenni recenti è diventato dapprima sport non competitivo e poi addirittura disciplina Olimpica. Alla Scuola Makoto il Judo viene insegnato nella sua forma più originale, mantenendo il più possibile inalterati i suoi aspetti originari come voleva il Maestro Jigoro Kano. Grande agilità ed una fulminea velocità di azione sono il dono che il Judo regala a chi lo pratica, unito ad una più elevata confidenza con se stessi supportata dall'aumento della capacità di controllo spaziale.
Un po di storia.
Il Judo, così come noi lo conosciamo, è l'evoluzione di una
tecnica di combattimento più antica : il Jujitsu.
Il Jujitsu aveva numerose scuole che si distinguevano tra di loro per i metodi di combattimento. In sostanza questa disciplina era un'arte di attacco e difesa spesso senza l'uso delle armi contro uno o più avversari, armati o no.
Cercare di datare la nascita del Jujitsu è molto difficile e i nomi con cui era identificato erano differenti: Yawara, Taijutsu, Wajutzu, Torite, Kogusoku, Kempo, Hakuda, Kumiuchi.
La prima volta che appare su di un testo un riferimento al Jujitsu ( la parola Yawara ) si trova in un racconto riferito al Sumo, datato approssimativamente nella seconda metà dell'XI secolo. Le circostanze che contribuirono alla nascita del Jujitsu, sono sicuramente da ricercarsi nella necessità di difendersi senza l'uso delle armi e quindi sono sostanzialmente due i motivi che hanno portato alla sua creazione:
1) in presenza di dignitari i soldati dovevano presentarsi senza la spada lunga e così pure le guardie del palazzo e gli impiegati.
2) vigeva all'epoca una netta separazione tra le classi sociali e soprattutto tra la classe militare ed il popolo, a quest'ultima era infatti imposto il divieto di portare armi di alcun genere.
Così da questi fondamenti nasce la necessità di ricercare un buon sistema per difendersi a mani nude che porterà alla creazione e lo sviluppo del Jujitsu e di altre tecniche di combattimento.
La successiva evoluzione del Jujitsu (da Justu, parola che può essere tradotta come metodo,arte o tecnica), in Do, parola che indica la via verso un risultato più spirituale che pratico, la dobbiamo ad un giovane studente di Tokyo, Jigoro Kano. Il professor Kano nacque nel 1860 vicino a Kobe, di fisico debole e troppo fiero per sottomettersi alla brutalità dei compagni più forti, sentì parlare del Jujitsu, metodo che serviva per combattere anche contro avversari più forti, così decise di apprendere tale tecnica. Incontrò diversi maestri che lo iniziarono al Jujitsu, e dopo alcuni anni di apprendimento, fondò una sua scuola chiamata Kodokan e cominciò ad insegnare il proprio metodo chiamato Judo.
(Estratto da : Kodokan judo, edizioni Mondadori)
Docente corsi di Judo:
Istruttore R. Moseni
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